Il Potere del Passaparola

Il Potere del Passaparola

Passaparola: lo strumento di marketing più potente di sempre

Ebbene sì, sono rimasta stupita anche io quando ho letto alcuni libri su questo strumento perchè non mi aspettavo che avesse un’efficacia così forte. Ma proprio in questi giorni parlando con amici e parenti e confrontadoci sull’importanza del marketing si parlava del passaparola.

Il passaparola è lo strumento di marketing più potente di sempre, perché è in grado – spesso a costo 0 – di farti ottenere clienti in modo veloce ed efficace.

Ho sempre pensato che il passaparola fosse uno strumento importante quando un’azienda lancia i propri prodotti sul mercato, ma non pensavo che potesse avere un eco così forte. In fondo se ci pensi il modo in cui oggi molti youtuber sfondano è lo stesso, un adolescente guarda un video che gli piace lo gira ad un amico e il video in pochi giorni totalizza milioni di visualizzazioni. 

Visto che in tutti i libri di marketing si parla di “conquista della fiducia” del potenziale cliente, quando parliamo di passaparola non siamo noi a promuovere il nostro prodotto, ma una persona cara di cui solitamente ci fidiamo.

Ecco la potenza del passaparola.

Di recente ho letto un libro L’arte del passaparola di Andy Sernovitz, (ecco il link da cui puoi acquistarlo) che mi ha coinvolta molto perché l’autore sostiene che il passaparola non sia solo uno strumento utile per le multinazionali, ma anche per piccole attività che sia tu un web designer, un grafico, che tu abbia un negozio o un’agenzia di qualsiasi tipo etc.

Ora, il punto è come possiamo usarlo a nostro vantaggio? Ecco i consigli che ho estrapolato dal libro di Andy:

 

  • Se vuoi che le persone parlino di te trattale bene e ti faranno pubblicità gratuitamente

 

  • Essere interessanti è fondamentale: bisogna scegliere tra l’essere interessanti e l’essere invisibili

 

  • Dai alle persone qualcosa di cui parlare, devi fornire un “motivo”

 

  • Utilizza la comunicazione online a tuo favore, segnala i tuoi punti di forza

 

  • Se vuoi fare un annuncio fai in modo che sia “in movimento” e non statico

 

  • Punta sulla soddisfazione del cliente: se il cliente è soddisfatto proverà il vostro prodotto

 

  • Punta di più sull’emozione e meno sul prodotto: vogliamo sentirci più intelligenti, vogliamo aiutare gli altri, vogliamo sentirci più importanti

 

  • Fai sentire le persone parte di qualcosa: tienile unite mantenendo un contatto stabile (newsletter, lettere etc) e regalando di tanto in tanto dei gadget

 

  • Ringraziate chi si complimenta con te (probabilmente ne parlerà a qualcuno)

Il passaparola è uno strumento alla portata di tutti, per poterlo sfruttare al massimo ci serve solo: essere sinceri, valorizzare quello che abbiamo portando le persone a vedere i benefici che avranno, essere onesti (alla lunga ripaga), sviluppare relazioni positive con i nostri clienti e ultima cosa FONDAMENTALE: differenziarsi.

E tu, come puoi utilizzare il passaparola a tuo vantaggio? Pensaci.

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Un abbraccio,

Nadia

 

P.S.: leggi gli altri articoli della Categoria Marketing 😉

 

Cosa puoi imparare da Seth Godin

Cosa puoi imparare da Seth Godin

Cosa puoi imparare da Seth Godin

“O sei una mucca viola o non sei nessuno.

O sei straordinario o sei invisibile.

A te la scelta!”

Esordisce così Seth Godin nel suo libro di marketing più noto e venduto nel mondo La mucca viola. Proprio come questa frase può far intuire quello che fa la differenza in un mondo dove praticamente quasi tutto è stato ormai inventato è il modo in cui si propone il proprio prodotto/servizio.

 

Anni fa quando si parlava di marketing gli esperti avevano chiaro che il successo fosse il risultato di una serie di ingredienti mescolati, questi ingredienti erano noti come le 5 P del marketing (5 per dire, la lista variava in base al marketers):

  • Prodotto
  • Prezzo
  • Promozione
  • Posizionamento
  • Pubblicità
  • Packaging
  • Passaparola
  • Permesso

Tutti questi elementi utilizzati in modo corretto potevano indurre i consumatori ad acquistare i prodotti/servizi di un’azienda.

Oggi, in un mondo in cui tutto esiste già quello che fa la differenza è il mondo in cui puoi essere “differente” dagli altri, quindi “la mucca viola” in un mondo pieno di mucche marroni.

Il modo di operare dei marketers del passato è appunto cosa passata, che non funziona. Le cinque 5 citate sopra sono elementi che funzionano ancora solo ed esclusivamente se utilizzati in un certo modo.

Creare una nicchia

Più nel concreto, se vent’anni fa fare una pubblicità con un target molto ampio poteva avere un senso, oggi non ce l’ha più. Infatti, uno degli aspetto che ha la differenza è rivolgersi ad un pubblico specifico, anche se questo all’inizio costa fatica.

Seth Godin dice:

“Differenziate la clientela. Individuate il gruppo di clienti più redditizio. Trovate il modo di comunicare con un gruppo. Ignorate il resto. La vostra pubblicità (e i vostri prodotti) non devono essere diretti alle masse. La vostra pubblicità (e i vostri prodotti) devono essere diretti ai clienti che scegliereste se poteste scegliere quali clienti servire.”

Infatti, partiamo dal presupposto che per lanciare un prodotto che sia destinato alle masse bisogna avere cifre da capogiro. Quindi, a meno che tu non abbia cifre milionarie da investire punta ad una nicchia specifica.

Misurare = migliorare

Un’altra lezione che ho imparato da Seth Godin è che misurare è fondamentale, e per misurare intendo i dati, considerati noiosi, ma essenziali per non rischiare di cadere negli stessi errori e migliorare di continuo. “Misurare significa migliorare”.

In un mondo in cui tutto va di fretta, non abbiamo tempo e siamo sempre impegnati, il vantaggio è che possiamo sfruttare questa “irrequietezza” a nostro vantaggio.

Secondo una ricerca del International Telecommunication Union (che ho letto su Adn Kronos, link a fine pagina) nel mondo si cambia mediamente cellulare ogni 20 mesi. Un tempo considerato uno strumento di lusso, oggi viene cambiato con frequenza.

Oggi le persone hanno la necessità di cambiare spesso: vestiti, oggetti quotidiani, strumenti tecnologici etc. Il punto è convincere i clienti che il nostro prodotto sia migliore degli altri.

Altra cosa fondamentale, su cui Seth Godin si sofferma è la percentuale di clienti affezionati, per cui bisogna avere un occhio di riguardo. Spesso le grandi aziende si concentrano nell’acquisire nuovi clienti, senza curarsi di quelli che già da tempo acquistano. Non esiste un errore peggiore.

Avere un modello

Una delle lezioni che ho imparato da Seth Godin è quanto sia importante avere un riferimento, nel La mucca viola dice:

Fate un elenco di tutti i prodotti straordinari del vostro settore. Chi li ha realizzati? Come hanno fatto? Ispiratevi alla loro condotta (non imitate il prodotto) e siete già a metà strada verso la creazione di un prodotto straordinario vostro.” 

Altri consigli di Seth Godin:

  • Pensa a dieci modi per trasformare un prodotto “banale” in uno attraente
  • Pensa in piccolo, a meno che tu non voglia comunicare alle masse (e abbia a disposizione milioni per farlo)
  • Distinguiti dai competitors stando un passo avanti a loro
  • Prendi l’iniziativa, l’assenza di intraprendenza è quasi sempre dettata dalla paura

 

Mi auguro che questo breve articolo possa esserti stato utile, se è stato così commenta e condividi l’articolo sui social. 

Un abbraccio,

Nadia

 

 

 

Note

http://www1.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Risorse/Nel-mondo-68-miliardi-di-telefonini-si-cambia-cellulare-ogni-20-mesi-circa_32824117861.html

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Di recente ho letto un libro di marketing che mi ha dato degli spunti validi per chi ha un’attività o vuol aprirne una. Il libro è: Le 22 immutabili leggi del marketing, di Al Ries e Jack Trout.

Di queste 22 leggi di marketing ho selezionato le 3 leggi che mi hanno colpita di più e sono meritevoli di attenzione.

 

Legge n.° 1: legge della categoria

Se non puoi essere il primo in una categoria allora inventatene una nuova in cui diventarlo

Quello che ho pensato appena l’ho letto è stato: “che stronzata, è già stato inventato tutto!” Leggendo il contenuto mi sono poi resa conto che gli autori non intendevano “inventare qualcosa di nuovo” ma piuttosto “utilizzare qualcosa di nuovo e renderlo unico come se fosse nuovo”. Mi spiego meglio.

Se voglio aprire un birrificio e mi rendo conto che il mercato è saturo, posso lanciare una Birra Bio con l’intenzione di raggiungere una precisa nicchia di mercato. In questo modo non vado a inserirmi in una categoria già satura, ma ne invento una nuova.

Se hai in mente Starbucks si può applicare la stessa regola, se infatti Starbucks fosse entrata nel marcato del caffè con alta probabilità non avrebbe resistito un giorno, ma inventandosi una nuova, cioè rendendo “bere il caffè” un’esperienza ha inventato una nuova categoria.

 

Legge n.° 2: legge della percezione

Il marketing non è una battaglia di prodotti, ma una battaglia di percezioni

Quello che conta non è quanto sia migliore il tuo prodotto rispetto a quello di un tuo competitors, ma quanto le persone possano avere la percezione di ciò.

Ti faccio un esempio che mi vede personalmente coinvolta, qualche tempo fa dopo aver fatto una passeggiata con la mia famiglia in un paesino immerso nel verde ci siamo fermati in un bar per bere il caffè. Il modo di fare, le parole e il tono di voce dei responsabili del locale mi hanno dato la percezione che il caffè “non fosse poi così buono” tanto da portarmi a pensare che non ci sarei più tornata. In realtà, il bar offriva un caffè di buona qualità, ma la mia percezione è cambiata in relazione al loro comportamento.

Se ci pensi è quello che avviene ogni giorno con la pubblicità, hai la percezione che una brioche sia soffice e gustosa, poi magari non è così.

Legge n.° 3: legge dell’esclusività

Due persone non possono usare la stessa parola nella mente del cliente potenziale

Quanto pensi alla tua attività qual è la prima parola che ti viene in mente? Ecco, se lo hai pensato adesso devi “comunicare” questa parola all’esterno, cioè devi associare la tua azienda a quella parola.

In merito a questo esistono molti esempi, ci sono aziende che vendono automobili e danno l’idea di “affidabilità”, altre di “sicurezza”, altre ancora di “lusso e velocità”. Sicuramente citando le parole ti saranno venuti in mente dei marchi molto noti di automobili.

Quindi, le tre leggi del marketing che mi hanno più colpita sono: la legge della categoria, la legge della percezione e la legge dell’esclusività. Se l’argomento ti interessa potresti leggere il libro come ho fatto io, nonostante sia un libro degli anni ’90 credo riesca a dare ancora degli spunti di riflessione utile, mantenendo comunque la consapevolezza che il nostro mondo è cambiato molto e di conseguenza anche il marketing ha avuto un’evoluzione.

 

Un abbraccio,

Nadia.

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