Cosa puoi imparare da Seth Godin

    Cosa puoi imparare da Seth Godin

    Cosa puoi imparare da Seth Godin

    “O sei una mucca viola o non sei nessuno.

    O sei straordinario o sei invisibile.

    A te la scelta!”

    Esordisce così Seth Godin nel suo libro di marketing più noto e venduto nel mondo La mucca viola. Proprio come questa frase può far intuire quello che fa la differenza in un mondo dove praticamente quasi tutto è stato ormai inventato è il modo in cui si propone il proprio prodotto/servizio.

     

    Anni fa quando si parlava di marketing gli esperti avevano chiaro che il successo fosse il risultato di una serie di ingredienti mescolati, questi ingredienti erano noti come le 5 P del marketing (5 per dire, la lista variava in base al marketers):

    • Prodotto
    • Prezzo
    • Promozione
    • Posizionamento
    • Pubblicità
    • Packaging
    • Passaparola
    • Permesso

    Tutti questi elementi utilizzati in modo corretto potevano indurre i consumatori ad acquistare i prodotti/servizi di un’azienda.

    Oggi, in un mondo in cui tutto esiste già quello che fa la differenza è il mondo in cui puoi essere “differente” dagli altri, quindi “la mucca viola” in un mondo pieno di mucche marroni.

    Il modo di operare dei marketers del passato è appunto cosa passata, che non funziona. Le cinque 5 citate sopra sono elementi che funzionano ancora solo ed esclusivamente se utilizzati in un certo modo.

    Creare una nicchia

    Più nel concreto, se vent’anni fa fare una pubblicità con un target molto ampio poteva avere un senso, oggi non ce l’ha più. Infatti, uno degli aspetto che ha la differenza è rivolgersi ad un pubblico specifico, anche se questo all’inizio costa fatica.

    Seth Godin dice:

    “Differenziate la clientela. Individuate il gruppo di clienti più redditizio. Trovate il modo di comunicare con un gruppo. Ignorate il resto. La vostra pubblicità (e i vostri prodotti) non devono essere diretti alle masse. La vostra pubblicità (e i vostri prodotti) devono essere diretti ai clienti che scegliereste se poteste scegliere quali clienti servire.”

    Infatti, partiamo dal presupposto che per lanciare un prodotto che sia destinato alle masse bisogna avere cifre da capogiro. Quindi, a meno che tu non abbia cifre milionarie da investire punta ad una nicchia specifica.

    Misurare = migliorare

    Un’altra lezione che ho imparato da Seth Godin è che misurare è fondamentale, e per misurare intendo i dati, considerati noiosi, ma essenziali per non rischiare di cadere negli stessi errori e migliorare di continuo. “Misurare significa migliorare”.

    In un mondo in cui tutto va di fretta, non abbiamo tempo e siamo sempre impegnati, il vantaggio è che possiamo sfruttare questa “irrequietezza” a nostro vantaggio.

    Secondo una ricerca del International Telecommunication Union (che ho letto su Adn Kronos, link a fine pagina) nel mondo si cambia mediamente cellulare ogni 20 mesi. Un tempo considerato uno strumento di lusso, oggi viene cambiato con frequenza.

    Oggi le persone hanno la necessità di cambiare spesso: vestiti, oggetti quotidiani, strumenti tecnologici etc. Il punto è convincere i clienti che il nostro prodotto sia migliore degli altri.

    Altra cosa fondamentale, su cui Seth Godin si sofferma è la percentuale di clienti affezionati, per cui bisogna avere un occhio di riguardo. Spesso le grandi aziende si concentrano nell’acquisire nuovi clienti, senza curarsi di quelli che già da tempo acquistano. Non esiste un errore peggiore.

    Avere un modello

    Una delle lezioni che ho imparato da Seth Godin è quanto sia importante avere un riferimento, nel La mucca viola dice:

    Fate un elenco di tutti i prodotti straordinari del vostro settore. Chi li ha realizzati? Come hanno fatto? Ispiratevi alla loro condotta (non imitate il prodotto) e siete già a metà strada verso la creazione di un prodotto straordinario vostro.” 

    Altri consigli di Seth Godin:

    • Pensa a dieci modi per trasformare un prodotto “banale” in uno attraente
    • Pensa in piccolo, a meno che tu non voglia comunicare alle masse (e abbia a disposizione milioni per farlo)
    • Distinguiti dai competitors stando un passo avanti a loro
    • Prendi l’iniziativa, l’assenza di intraprendenza è quasi sempre dettata dalla paura

     

    Mi auguro che questo breve articolo possa esserti stato utile, se è stato così commenta e condividi l’articolo sui social. 

    Un abbraccio,

    Nadia

     

     

     

    Note

    http://www1.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Risorse/Nel-mondo-68-miliardi-di-telefonini-si-cambia-cellulare-ogni-20-mesi-circa_32824117861.html

    Altri articoli che ti potrebbero interessare

    I siti internet più visitati nel 2018

    I siti internet più visitati nel 2018

    I siti internet più visitati nel 2018 Uno degli aspetti fondamentali per chi ha un sito web è il numero di visualizzazioni del sito, perché da questo dato possiamo capire quanto il sito web sia posizionato al meglio sui motori di ricerca. Premettendo che i dati “più...

    leggi tutto
    3 immutabili leggi del Marketing

    3 immutabili leggi del Marketing

    Di recente ho letto un libro di marketing che mi ha dato degli spunti validi per chi ha un’attività o vuol aprirne una. Il libro è: Le 22 immutabili leggi del marketing, di Al Ries e Jack Trout.

    Di queste 22 leggi di marketing ho selezionato le 3 leggi che mi hanno colpita di più e sono meritevoli di attenzione.

     

    Legge n.° 1: legge della categoria

    Se non puoi essere il primo in una categoria allora inventatene una nuova in cui diventarlo

    Quello che ho pensato appena l’ho letto è stato: “che stronzata, è già stato inventato tutto!” Leggendo il contenuto mi sono poi resa conto che gli autori non intendevano “inventare qualcosa di nuovo” ma piuttosto “utilizzare qualcosa di nuovo e renderlo unico come se fosse nuovo”. Mi spiego meglio.

    Se voglio aprire un birrificio e mi rendo conto che il mercato è saturo, posso lanciare una Birra Bio con l’intenzione di raggiungere una precisa nicchia di mercato. In questo modo non vado a inserirmi in una categoria già satura, ma ne invento una nuova.

    Se hai in mente Starbucks si può applicare la stessa regola, se infatti Starbucks fosse entrata nel marcato del caffè con alta probabilità non avrebbe resistito un giorno, ma inventandosi una nuova, cioè rendendo “bere il caffè” un’esperienza ha inventato una nuova categoria.

     

    Legge n.° 2: legge della percezione

    Il marketing non è una battaglia di prodotti, ma una battaglia di percezioni

    Quello che conta non è quanto sia migliore il tuo prodotto rispetto a quello di un tuo competitors, ma quanto le persone possano avere la percezione di ciò.

    Ti faccio un esempio che mi vede personalmente coinvolta, qualche tempo fa dopo aver fatto una passeggiata con la mia famiglia in un paesino immerso nel verde ci siamo fermati in un bar per bere il caffè. Il modo di fare, le parole e il tono di voce dei responsabili del locale mi hanno dato la percezione che il caffè “non fosse poi così buono” tanto da portarmi a pensare che non ci sarei più tornata. In realtà, il bar offriva un caffè di buona qualità, ma la mia percezione è cambiata in relazione al loro comportamento.

    Se ci pensi è quello che avviene ogni giorno con la pubblicità, hai la percezione che una brioche sia soffice e gustosa, poi magari non è così.

    Legge n.° 3: legge dell’esclusività

    Due persone non possono usare la stessa parola nella mente del cliente potenziale

    Quanto pensi alla tua attività qual è la prima parola che ti viene in mente? Ecco, se lo hai pensato adesso devi “comunicare” questa parola all’esterno, cioè devi associare la tua azienda a quella parola.

    In merito a questo esistono molti esempi, ci sono aziende che vendono automobili e danno l’idea di “affidabilità”, altre di “sicurezza”, altre ancora di “lusso e velocità”. Sicuramente citando le parole ti saranno venuti in mente dei marchi molto noti di automobili.

    Quindi, le tre leggi del marketing che mi hanno più colpita sono: la legge della categoria, la legge della percezione e la legge dell’esclusività. Se l’argomento ti interessa potresti leggere il libro come ho fatto io, nonostante sia un libro degli anni ’90 credo riesca a dare ancora degli spunti di riflessione utile, mantenendo comunque la consapevolezza che il nostro mondo è cambiato molto e di conseguenza anche il marketing ha avuto un’evoluzione.

     

    Un abbraccio,

    Nadia.

    Altri articoli che ti potrebbero interessare

    Cosa puoi imparare da Seth Godin

    Cosa puoi imparare da Seth Godin

    Cosa puoi imparare da Seth Godin “O sei una mucca viola o non sei nessuno. O sei straordinario o sei invisibile. A te la scelta!” Esordisce così Seth Godin nel suo libro di marketing più noto e venduto nel mondo La mucca viola. Proprio come questa frase può far...

    leggi tutto
    3 immutabili leggi del Marketing

    3 immutabili leggi del Marketing

    Di recente ho letto un libro di marketing che mi ha dato degli spunti validi per chi ha un’attività o vuol aprirne una. Il libro è: Le 22 immutabili leggi del marketing, di Al Ries e Jack Trout. Di queste 22 leggi di marketing ho selezionato le 3 leggi che mi hanno...

    leggi tutto
    error: Content is protected !!

    Pin It on Pinterest